Omar Scafuro/ Gennaio 21, 2019/ Finanza/ 0 comments

Il Bitcoin è una moneta virtuale creata da Satoshi Nakamoto, questo lo pseudonimo con il quale l’autore si è presentato alla Rete alla fine del 2008 per annunciare il lancio della propria invenzione avvenuto nel 2009. Questa valuta, a differenza della normale cartamoneta non viene stampata, ma viene creata, distribuita e scambiata in maniera completamente virtuale, attraverso i computer, e con una tecnologia peer to peer.

Satoshi pubblica i primi whitepaper sul bitcoin e sulla tecnologia che sta alla base, la blockchain, nel 2008-2009. Prende però spunto per la sua creazione da Wei Dai, che già tempo prima aveva iniziato a lavorare su una tecnologia per la generazione di una valuta virtuale.

Per questa valuta virtuale sono stati creati i relativi simboli e codici, rispettivamente: ฿ e BTC o XBT, esattamente come avviene per le valute reali.

Il nome di questa prima criptovaluta cambia il nome a seconda se si riferisce alla tecnologia e alla Rete o alla monta vera e propria: nel primo caso si usa il termine Bitcoin, scritto con la b maiuscola, nel secondo si usa la b minuscola, bitcoin.


La blockchain potrebbe essere un rasoio di Occam, il modo più efficiente, diretto e naturale per coordinare tutte le attività umane e meccaniche; è un processo dalla efficienza naturale

La gestione di questo tipo di valuta è, ovviamente, interamente digitalizzata e la tecnologia che fa funzionare bitcoin si basa sulla blockchain. Questo significa che la moneta bitcoin non viene creata da una banca centrale, che produce e immette nel mercato nuova moneta. Nel caso dei bitcoin le monete vengono conservate all’interno di giganteschi database condivisi e attraverso sistemi avanzati di crittografia rendono possibile tracciare le transazioni, generare nuove monete, distriburile ai proprietari e effettuare transazioni.

Queste monete bitcoin vengono poi conservate all’interno di un portafoglio virtuale anch’esso, salvate all’interno di un indirizzo bitcoin specifico (wallet, o portafoglio) formato da chiave privata e chiave pubblica: la chiave pubblica serve per condividerla con tutti e fare in modo che un utente sappia dove versare bitcoin. La chiave privata serve per rendere possibile l’accesso a quello specifico portafoglio, e la gestione di transazioni al suo intetrno.

Il bitcoin si basa su una tecnologia basata sul peer to peer. Questo sistema è oggi utilizzato da milioni di giovani per scaricare film e musica, dove i file sono conservati su più computer connessi alla rete e tra loro, dai quali, poi, è possibile scaricare “pezzi di file”. Rifacendosi a questo principio-sistema il bitcoin non svaluta a fronte dell’immissione sul mercato di nuova moneta, anche perché il sistema complesso rende sempre più difficile risolvere gli algoritmi per verificare ed accettare le transazioni, assicurando così un valore del bitcoin il meno possibile influenzato da svalutazioni date dall’inflazione. Questa architettura gestionale fa sì che nessuna autorità possa bloccare la Rete o decidere una eventuale svalutazione a causa dell’immissione di nuova moneta.

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